Ricerca avanzata in Google Immagini

A completamento dell’articolo sui metodi di ricerca avanzata con Google ci concentriamo ora sulla ricerca avanzata nel campo delle immagini.

Ad oggi si stima che Google abbia indicizzato (ovvero catalogato) l’incredibile cifra di dieci miliardi di immagini. Indicizzare un’immagine ha il fine principale di renderla accessibile e ricercabile tramite un apposito motore di ricerca. Data questa enorme quantità di elementi, negli anni, sono stati affiancati alla tradizionale casella di ricerca numerosi strumenti aggiuntivi per filtrare ed eseguire ricerche mirate all’interno di questo vastissimo catalogo di immagini.

In questa guida vedremo proprio come sfruttare al meglio gli strumenti avanzati di ricerca di Google immagini scoprendo magari che un elemento sembra “introvabile” su internet solo perché non lo si è cercato con gli strumenti adeguati..

RICERCA PER IMMAGINI

La prima funzione che andremo ad analizzare è diventata negli anni sempre più nota, ovvero la “ricerca tramite immagine” che ci consente di trovare un’immagine senza utilizzare delle keyword (termini di ricerca) ma lasciando che a “parlare” sia l’immagine stessa.

Dalla pagina di Google immagini basta cliccare sul simbolo della macchina fotografica per aprire uno strumento che ci consente di indicare un’immagine “campione” localizzandola tramite il suo indirizzo web o caricandola da un file nel nostro pc. Il sistema a questo punto analizza l’immagine e ci fornisce alcuni risultati utili come ad esempio tutti i siti web che utilizzano al loro interno una copia esatta (o parzialmente modificata) dell’immagine che abbiamo inviato.

Il motore di ricerca “legge” l’immagine cercando anche di interpretarne il contenuto e fornisce una selezione di immagini che per tema, stile e colore sono simili a quella indicata. Tramite questi strumenti è possibile, ad esempio, trovare una copia ad alta risoluzione di un’immagine che già abbiamo in bassa qualità. Possiamo inoltre capire il sito di origine e la data di pubblicazione di un’immagine, possiamo identificare il contenuto di una foto che non sappiamo dove è stata scattata o un quadro di cui non conosciamo l’autore; Possiamo infine trovare velocemente immagini simili a quella che abbiamo, senza dover descrivere a parole la scena raffigurata e ottenendo sicuramente risultati migliori.

PARAMETRI DI RICERCA AVANZATI

La funzione “ricerca immagini avanzata” di Google è un po’ come un vestito “su misura”: raccolti più dati specifici su cosa si vuole cercare, i risultati saranno più calzanti e utili per trovare ciò che ci serve. Se con una semplice ricerca otteniamo molte voci che non ci interessano, mescolate con altre che sono invece più pertinenti è utile provare a restringere il campo di azione.

Per accedere a questa ricerca “su misura” si possono usare due distinti metodi che usano un diverso livello di dettaglio e complessità di ricerca:

  • Il primo strumento contiene già diverse opzioni utili ed è accessibile effettuando una ricerca in Google immagini e, dalla pagina dei risultati, cliccando sul bottone “strumenti” (appena sotto la casella di ricerca). Compaiono diverse voci con cui è possibile filtrare i risultati.
  • Il secondo strumento si trova in una pagina dedicata dove sono raccolti tutti i possibili metodi per filtrare ed affinare la ricerca per immagini. Si raggiunge cliccando sul bottone “impostazioni” (sotto la casella di ricerca) e selezionando “ricerca avanzata”.

Ecco alcuni dei parametri forniti, particolarmente utili per eseguire una ricerca avanzata:

  • Nella prima sezione del modulo di ricerca è possibile indicare con più precisione i termini e le parole da utilizzare. È possibile cercare usando anche solo una delle parole fornite oppure una sequenza esatta di parole, infine si possono specificare i termini specifici da escludere durante la ricerca
  • La seconda sezione del modulo si concentra su parametri strettamente legati alle immagini per affinare i risultati. È così possibile indicare la dimensione delle immagini da ottenere (un valore esatto o una dimensione minima), le proporzioni dell’immagine o, ancora, il colore dominante all’interno della foto o il formato del file di immagine.
  • Nella parte finale del modulo si possono poi filtrare le immagini in base all’area geografica o il sito web di provenienza e classificare le immagini in base alla possibilità o meno di riutilizzarle gratuitamente per scopi commerciali o personali (come la stampa o la pubblicazione su web o riviste).

PROGRAMMI E UTILITÀ ESTERNE

In aggiunta agli strumenti forniti direttamente da Google per la ricerca di immagini trovo interessante segnalare alcuni programmi o componenti aggiuntivi che aiutano nelle procedure di ricerca o velocizzano alcune operazioni ripetitive.

Il primo è il programma è “GoogleImageShell” che agisce sul “context menu” di Windows (ciò che appare cliccando con il tasto destro su un qualsiasi file del pc). Il piccolo software, molto facile da installare, aggiunge una voce che consente di cercare su Google una determinata immagine salvata sul nostro pc. Con un solo click il sistema si occupa di aprire il browser, il sito di Google immagini ed inviare la foto scelta da noi, fornendoci i risultati.

Il secondo strumento è un’estensione per Google Chrome, ovvero un piccolo componente aggiuntivo per il browser che ne espande le funzioni. “Advanced Image Search” consente di aprire velocemente un riquadro per eseguire ricerche avanzate in Google immagini, senza dover visitare il sito apposito. Sono disponibili molti parametri per filtrare la ricerca ed ottenere rapidamente i risultati.

 

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Protetto: Google: Guida alla ricerca avanzata

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Google Traduttore: 4 modi per sfruttarlo al meglio

Ognuno di noi ha uno (o più) smartphone con cui interagisce quotidianamente e una delle applicazioni che forse tutti hanno usato almeno una volta è Google Traduttore (Google Translate), la più famosa App per effettuare traduzioni. Il funzionamento di base è molto semplice: si immette in una casella il testo da tradurre, si sceglie la lingua di destinazione e in un altro riquadro appare il testo tradotto.

In questa guida non indicherò quindi come svolgere le operazioni basilari che ho appena sintetizzato ma trovo utile approfondire invece quattro strumenti Google Traduttore fornisce e che forse molti utilizzatori non sfruttano appieno.

Google Traduttore, sui pc, è accessibile semplicemente visitando il sito translate.google.it (non è necessario registrarsi o accedere con un account). Per avere maggiori funzioni si può invece installare l’omonima App per smartphone/tablet presente nel PlayStore di Google. All’apertura del programma si presentano quattro pulsanti, posti appena sotto il riquadro dove inserire il testo da tradurre. Ecco le loro funzioni:

TRADUTTORE con FOTOCAMERA

La prima funzione che andremo ad analizzare è la traduzione mediante il riconoscimento delle immagini: selezionando questo primo pulsante si apre la fotocamera del telefono con la quale è possibile inquadrare e scattare una foto (ad esempio un cartello, la scritte su un libro o su una targa) che il programma analizzerà rapidamente alla ricerca del testo contenuto nell’immagine. Il testo verrà quindi tradotto nella lingua impostata. In alternativa, premendo il pulsante in basso a sinistra (accanto a quello di scatto) è possibile selezionare dalla galleria del telefono una foto precedentemente scattata o scaricata nel dispositivo.

L’uso della fotocamera diventa ancora più utile con l’aggiunta della funzione “Traduzione istantanea”: premendo il tasto con il simbolo di un occhio nella parte bassa dello schermo, tutto il testo che è inquadrato viene visualizzato sullo schermo di anteprima già tradotto, sostituendo, grazie ad una sorta di “realtà aumentata”, le scritte originali con quelle nella lingua di destinazione.

SCRITTURA A MANO LIBERA

Selezionando il pulsane “A mano libera” è possibile scrivere, passando il dito sullo schermo dello smartphone/tablet, le parole che vogliamo tradurre. Terminata una parola questa viene tradotta lasciando lo spazio per tracciare quella successiva.

Questa funzione risulta molto utile per velocizzare la digitazione rispetto all’uso della classica tastiera su schermo o per far scrivere simboli o ideogrammi da una persona che usa un alfabeto diverso dal nostro.

TRADUZIONE VOCALE

Selezionando il quarto pulsante “Voce” è possibile sfruttare il potente sistema di riconoscimento vocale di Google (di cui ho già parlato nell’articolo dedicato alla digitazione vocale) per dettare il testo che verrà tradotto dal programma.

Lo scenario tipico in cui questa funzione risulta più utile è quello di dover comprendere le parole pronunciate da una persona di lingua straniera. Questo perché noi forse non sapremmo nemmeno trascriverle, mentre facendo parlare il nostro interlocutore al microfono del dispositivo il programma penserà a fornirci un testo tradotto nella nostra lingua. Proprio in queste situazioni può tornare ancora più utile il quarto strumento di Google traduttore.

MODALITà CONVERSAZIONE

Selezionando il pulsante “Conversazione” si accede ad una versione avanzata della traduzione vocale vista al punto precedente: questa modalità consente a due persone di lingue diverse di parlare a turno mentre il programma, tramite il riconoscimento vocale, trascrive e traduce le nostre parole e quelle dell’altro interlocutore.

Premendo i tasti corrispondenti alle due persone che stanno conversando il programma alterna l’ascolto e la traduzione del parlato. È infine possibile automatizzare ancora di più il processo: premendo il tasto centrale “Automatico” il programma cerca di rilevare le diverse voci e le diverse lingue presenti nella conversazione, alternando automaticamente le traduzioni che appaiono sullo schermo, un aiuto davvero notevole!

 

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Documenti Google: Trascrizione da audio in testo (Digitazione vocale)

A tutti capita di dover digitare del testo per comporre articoli (come quello che state leggendo), relazioni, documenti di lavoro e quant’altro. Se il testo da digitare è lungo e non si è dei provetti “dattilografi” spesso il tempo impiegato per redigere lunghi documenti è secondo solo alla fatica che serve per digitare tutto il testo a mano!

Per fortuna, negli ultimi anni Google ha sviluppato un potente sistema di riconoscimento vocale che forse vi sarà capitato di usare sfruttando l’assistente vocale del vostro smartphone. Questo consente di impartire comandi, avviare applicazioni o comporre messaggi “parlando” al telefono, che riconosce la nostra voce.

COS’È E COME FUNZIONA Documenti Google

Google fornisce numerosi servizi agli utenti del web. Oltre ai più comuni Gmail o Google Maps ce ne sono alcuni meno usati (almeno dal grande pubblico) ma con un alto potenziale in termini di utilità. In questa guida vedremo come usare al meglio uno di questi, sfruttando una delle sue funzioni più avanzate sia per un uso personale che in ambito lavorativo.

Il riconoscimento vocale è infatti una delle funzioni più interessanti della “Web App” Documenti Google. Una Web App è un programma che si avvia e funziona semplicemente visitando un sito internet, senza bisogno di scaricare o installare un vero e proprio software sul computer.

Google documenti, sia per interfaccia che per funzionamento è del tutto analogo ai più noti editor di testi (o programmi di videoscrittura) che ognuno di noi ha usato almeno una volta: ad esempio Microsoft Word o Writer (che fa parte della suite gratuita LibreOffice).

Il programma consente quindi la creazione di testi “impaginati” aggiungendo immagini e formattando il testo con varie comuni opzioni (colore, grandezza, font, spaziature). Presenta anche interessanti funzioni “avanzate” come, appunto, la digitazione vocale o gli strumenti per creare un documento “di gruppo” con più utenti online che contemporaneamente possono aggiungere o modificare il testo assieme.

Come per altri servizi, Google Documenti è gratuito, l’unica cosa di cui abbiamo bisogno per utilizzarlo è un account Google. Ad esempio, se avete un indirizzo Gmail ciò è sufficiente altrimenti potete registrarvi e creare un nuovo account.

Una volta registrati visitate il sito dedicato e fate l’accesso con il vostro account Google. Nella prima schermata vi vengono proposti dei modelli di documento messi a disposizione da Google (ad esempio un curriculum o una lettera intestata) e alcuni tra gli ultimi documenti che avete aperto o modificato. Per creare un nuovo documento vuoto basta cliccare sul riquadro con il simbolo “+” al centro.

L’interfaccia del programma è costituita da una barra degli strumenti, con una serie di simboli che attivano varie funzioni (dai tasti per ingrandire il testo alla possibilità di aggiungere immagini o stampare il documento). Sopra la barra degli strumenti si trova la barra dei menu (File, modifica, visualizza..) che consente l’accesso completo a tutte le altre funzioni del programma.

utilizzo della digitazione vocale

Una volta aperto un documento, è possibile dettare a voce un testo (tipicamente utilizzando il piccolo microfono integrato nel vostro computer). Il programma, riconoscendo la voce, trascriverà in tempo reale ciò che diciamo: il testo ottenuto può essere poi ulteriormente integrato o modificato a piacere.

Per avviare la trascrizione, cliccare sul menu “Strumenti” e scegliere “Digitazione Vocale”.
È possibile che appaia adesso una piccola finestra del vostro browser che domanda se concedere l’uso del microfono al programma: cliccate su Consenti.

Sullo Schermo appare adesso il simbolo di un microfono di colore grigio. Per avviare la digitazione vocale cliccare su tale simbolo che adesso si colora di rosso, indicando che è attivo. Tutte le parole che pronuncerete da questo momento verranno analizzate e convertite in testo. Per terminare o mettere in pausa il riconoscimento vocale, premete nuovamente il microfono che ritorna di colore grigio (inattivo). Appena sopra il simbolo è anche possibile scegliere la lingua parlata da chi sta dettando il testo (normalmente è già impostata su Italiano).

suggerimenti e funzioni avanzate

Anche se i sistemi di riconoscimento vocale, un tempo poco affidabili, si stanno evolvendo e diventano sempre più precisi e potenti, trascrivendo un testo ci saranno inevitabilmente delle parole che verranno riconosciute in modo errato o incompleto. Consiglio quindi di dettare con un tono di voce costante, non parlare sottovoce e scandire bene le parole. In questo modo il riconoscimento sarà migliore.

Oltre al “semplice” testo è possibile impartire al programma anche una serie di comandi avanzati. È possibile infatti aggiungere la punteggiatura o separare i paragrafi di testo pronunciando i comandi “Punto, Virgola, Punto interrogativo, Nuovo paragrafo” Nel link che riporto poco sopra trovate tutti gli altri comandi utilizzabili nel programma che ne consentono un controllo quasi totale tramite la voce.

SALVARE ED ESPORTARE I DOCUMENTI

Una volta terminato il nostro documento è giunto il momento di salvarlo.. guardando bene però noterete l’assenza di un comando “salva”, presente nei comuni programmi di videoscrittura. Questo perché Google Documenti salva automaticamente ad intervalli regolari il documento, all’interno della propria piattaforma Google Drive (uno spazio sul Cloud dove salvare e scambiare file).

In aggiunta al salvataggio automatico, in caso volessimo scaricare rapidamente il documento sul nostro pc è possibile cliccare sul menu “File” e scegliere “Scarica”. In un sottomenu verranno proposti vari formati di salvataggio: dal classico formato “Word” al formato “Open Document” al PDF. Selezionando il primo o il secondo potete ottenere un documento modificabile con i principali programmi di videoscrittura del PC, salvando in PDF avrete un documento già pronto per essere inviato, pubblicato o stampato, senza ulteriori modifiche.

 

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Google Alert:
Cos’è e come funziona

Durante la navigazione in internet passiamo molto tempo utilizzando i vari motori di ricerca per trovare siti di nostro interesse e articoli, notizie o informazioni importanti che vogliamo approfondire.
Immaginate che questo “lavoro” di ricerca e selezione possa essere svolto automaticamente da qualcun altro e che ci venga recapitato comodamente sulla nostra casella email: avremmo un notevole risparmio di tempo e otterremmo solo i risultati che ci interessano veramente, tralasciando le informazioni non rilevanti. Bene, quello che ho appena descritto esiste già e si riassume in un due parole: Google Alert.

Google fornisce numerosi servizi agli utenti del web: tutti conoscono Gmail o Google Maps. Tra i servizi forniti dal colosso di Mountain View ce ne sono però alcuni meno usati (almeno dal grande pubblico) ma con un alto potenziale. In questa guida vedremo come usare al meglio uno di questi, sfruttandone le funzioni sia per un uso personale che in ambito lavorativo.

Cos’è e come funziona Google Alert?

Google Alert è una sorta di motore di ricerca automatizzato: questo servizio si occupa in sostanza di monitorare costantemente i contenuti presenti in internet alla ricerca di ciò che ci interessa. Non dovremmo quindi eseguire ricerche continue su un determinato argomento, sarà Alert, In base alle nostre direttive, ad avvisarci via mail della pubblicazione di qualcosa di nuovo che ci potrebbe interessare.

Come per molti altri servizi di Google, Alert è un servizio gratuito, l’unica cosa di cui abbiamo bisogno per utilizzarlo è un account Google. Ad esempio, se avete un indirizzo Gmail ciò è sufficiente altrimenti potete registrarvi e creare un nuovo account.

Una volta registrati visitate google.it/alerts e fate l’accesso con il vostro account. Dalla prima schermata potete rapidamente selezionare su uno degli argomenti più seguiti suggeriti da Google, cliccando sul segno “+” oppure inserire una keyword nella casella di ricerca in alto. Otterrete subito una lista di notizie e articoli presi dal web corrispondenti al tema o alla persona da voi cercata; a questo punto basta cliccare su “crea avviso” per aggiungere quella voce alla nostra personale lista di contenuti da monitorare.

Funzioni e impostazioni aggiuntive

Alert prevede poche ma efficaci impostazioni che ci consentono di affinare la ricerca e personalizzare la modalità con cui ci vengono recapitati i risultati più interessanti: basta cliccare sull’icona a forma di matita, presente accanto ad un avviso creato da noi.

È possibile impostare la frequenza con cui ricevere gli avvisi (con singolo invio istantaneo o come serie di articoli raggruppati e inviati una volta al giorno o ogni settimana), è possibile scegliere se ricevere le notizie solo da una certa tipologia di sito (ad esempio solo dai blog o solo da siti con video), si può scegliere la lingua delle fonti e l’area geografica da cui provengono, infine si può decidere di ricevere i contenuti scelti via mail o via Feed RSS, decidendo anche se Google deve operare una selezione (scelta consigliata per ricerche molto ampie) o mostrare ogni singolo risultato trovato in rete.

Cliccando invece sull’ingranaggio presente nel box “I miei avvisi” è possibile impostare l’orario in cui ricevere il flusso di risultati trovati e, utile per chi ha molti avvisi salvati, la possibilità di raggruppare tutti gli argomenti in un unico invio cumulativo.

Oltre alle classiche impostazioni fin qua descritte è possibile affinare e personalizzare la ricerca di contenuti anche tramite una serie di trucchi che normalmente vengono sfruttati per le comuni ricerche in Google: di seguito, alcuni esempi utili per ottenere dei risultati specifici:

  • Cercare risultati provenienti solo da un certo sito web site:giacomopistolesi.it o da un intero dominio web site:.gov
  • Cercare un termine in maniera esatta (senza sinonimi o parole simili) web
  • Escludere dei termini dai risultati di ricerca con il simbolo meno arte contemporanea design o cercare assieme più termini in due categorie distinte rock OR pop

Possibili usi di Google Alert

Per concludere questo articolo mi sembra utile fornirvi dei possibili scenari in cui l’uso di Google Alert si rivela utile se non addirittura fondamentale, sia in un’ottica di svago che per motivi di lavoro:

  • Usare gli avvisi come un potente aggregatore di notizie, capace di operare una selezione sui siti di informazione alla ricerca delle tematiche che ci interessano (una sorta di quotidiano creato su misura).
  • Gestire questo strumento per essere aggiornati sulle nostre passioni, sui personaggi che apprezziamo e seguiamo (sfruttando, ad esempio, le ricerche in Twitter) o su avvenimenti che non vogliamo perderci.
  • Controllare periodicamente il livello di sicurezza di un sito o una piattaforma web (incluso il proprio o quelli creati come webmaster). Eseguendo ricerche su specifiche frasi o keyword si possono notare contenuti anomali inseriti tra le pagine di un sito, chiaro segnale di un’intrusione o un attacco informatico.
  • Vogliamo avviare una nuova attività? Possiamo sondare quali sono gli interessi, le richieste e i bisogni del mercato nei confronti del settore in cui ci vorremmo inserire, un’analisi costante può farci prendere scelte giuste, selezionare i clienti e i partner migliori ed evitare passi falsi.
  • Se invece la nostra attività è già avviata è essenziale esplorare il web per capire come il nostro nome, marchio o prodotto viene percepito “dall’esterno”. Scopriremo chi parla di noi e che reputazione abbiamo, allo stesso modo possiamo dare un’occhiata all’andamento della concorrenza e scoprire, ad esempio, cosa hanno i nostri competitor che a noi manca.

 

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